La statua dell’Arcangelo Michele che domina la sommità di Castel Sant’Angelo a Roma è l’ultima di una serie di sculture erette in memoria di un evento leggendario risalente al 590 d.C. In quell’anno, durante una devastante epidemia di peste, Papa Gregorio Magno guidò una processione penitenziale per le vie di Roma, portando l’icona di Maria Salus Populi Romani. Giunto presso l’allora Mausoleo di Adriano, il pontefice e i fedeli assistettero a una visione celestiale: l’Arcangelo Michele apparve sulla sommità del mausoleo mentre rinfoderava la spada, gesto interpretato come segno della fine imminente dell’epidemia. In seguito a questa visione, la peste cessò e il mausoleo venne ribattezzato Castel Sant’Angelo in onore dell’Arcangelo.
Nel corso dei secoli, diverse statue dell’Arcangelo Michele hanno adornato la cima del castello. La prima, realizzata in legno, si deteriorò nel tempo. Successivamente, una statua in marmo venne distrutta durante un assedio nel 1379. Nel 1453, un’altra scultura in marmo con ali di bronzo fu installata, ma venne distrutta da un fulmine nel 1497. Un angelo in bronzo dorato lo sostituì, ma fu fuso nel 1527 per ricavare cannoni. Infine, nel XVI secolo, Raffaello da Montelupo realizzò una statua in marmo con ali di bronzo, attualmente visibile nel Cortile dell’Angelo all’interno del castello.
L’attuale statua in bronzo, opera dello scultore fiammingo Peter Anton von Verschaffelt, fu inaugurata nel giugno del 1752. La scultura raffigura l’Arcangelo Michele nell’atto di rinfoderare la spada, simbolo della cessazione della peste e della protezione divina sulla città di Roma. Con le sue ali spiegate e lo sguardo fiero, l’angelo rappresenta un potente simbolo di speranza e redenzione per i romani.

Oggi, la statua dell’Arcangelo Michele è uno dei simboli più iconici di Roma, visibile da lontano mentre sovrasta con imponenza Castel Sant’Angelo. La sua presenza ricorda ai visitatori e ai cittadini la storia millenaria della città e la sua resilienza di fronte alle avversità.
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